Lo stress è uno stato ineliminabile della vita dell’individuo, esso è parte integrante della condizione umana. Negli ultimi tempi esso è ormai considerato la malattia del secolo. Numerose statistiche e diversi studi sociologici dimostrano come le società industrializzate, le cosiddette società “più evolute” ed articolate, siano le più soggette allo stress rispetto alle realtà appartenenti al cosiddetto “sud del mondo”. Da tali premesse si evince come risulti sempre più importante riuscire ad essere sempre più resilienti allo stress, imparando a gestirlo e a convivere con esso. La parola stress è un termine talvolta inflazionato in quanto fa ormai parte integrante del linguaggio quotidiano.
Ma in realtà che cosa significa la parola stress? Quando possiamo definirci stressati? E come mai molte persone, spesso sottoposte a forti pressioni, si rivelano più resistenti ed altre, oggettivamente con delle vite più serene, si sentono travolte dallo stress? La vulnerabilità allo stress affonda le basi in diverse radici che investono la propria storia personale, le vicissitudini dell’infanzia, lo stile di attaccamento, la qualità delle prime esperienze di vita e delle relazioni amicali e parentali e gli ancoraggi, più o meno positivi, che hanno caratterizzato e caratterizzano la trama della vita del singolo individuo.
Fatti salvi questi elementi soggettivi, diverse sono le definizioni dello stress: per citarne una il modello dello stress proposto da Lazarus e Folkman definisce lo stress psicologico come una particolare relazione tra la persona e l’ambiente che viene valutata dall’individuo come provante o eccedente le sue risorse, e quindi rischiosa per il suo benessere. Secondo il pensiero di questi studiosi, lo stato di stress negativo è causato da questa equazione: si è in uno stato di stress quando le richieste provenienti dall’ambiente reale o percepito sono maggiori rispetto alle possibilità soggettive di risposta, alle proprie risorse, reali o percepite. (Lazarus e Folkman, 1984).
Da questa equazione si evince quindi la compresenza sia di componenti oggettive (richieste e risorse provenienti dall’ambiente esterno e risorse reali dell’individuo), sia di componenti soggettive (percezione individuale delle richieste e delle risorse a disposizione dell’individuo). È proprio per questa mescolanza di elementi soggettivi ed oggettivi che l’impatto dei diversi stressor (eventi interni o esterni che causano lo stato di stress) è diverso da individuo a individuo; tale diversità comporta come conseguenza una diversa vulnerabilità agli agenti stressogeni e una migliore o minore resistenza allo stress.
Ma quali sono gli effetti che lo stress provoca nel nostro organismo? Lo stress coinvolge gli ormoni e i neurotrasmettitori implicati nella risposta allo stress come l’adrenalina, la noradrenalina e la dopamina che sono ormoni e neurotrasmettitori derivati della tirosina e rilasciati dal corpo in situazioni di stress.
È importante sottolineare che esistono due tipi di stress: lo stress cosiddetto “buono” chiamato eustress: esso è il motore attivante del nostro agire e pensare. A questo livello lo stress è un potenziatore delle nostre capacità di concentrazione e di problem solving ed è proprio grazie all’eustress che riusciamo ad attivarci per raggiungere al meglio gli obiettivi che ci siamo prefissati. È tale stato ottimale che dovremmo cercare di mantenere.
Quando i livelli di stress aumentano si passa allo stress dannoso, il cosiddetto stress “cattivo” chiamato distress che è quello stato che, viceversa, produce un calo nelle performance e che rende talvolta incapaci di soddisfare le richieste pressanti dell’ambiente esterno o del proprio mondo interiore. La sindrome da stress negativo, denominata, appunto, lo stato di distress, è caratterizzata da diversi disturbi che si manifestano su vari livelli:
Numerosi sono gli strumenti per gestire lo stress: uno molto efficace è praticare la Mindfulness, una forma di meditazione di stampo buddhista, che ha come obiettivo quello di coltivare la presenza mentale e la consapevolezza del momento presente, del qui ed ora. Ma che cos’è la Mindfulness? Il termine Mindfulness, tradotto, vuol dire consapevolezza; secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn, scienziato e teorico del Protocollo MBSR - Mindfulness Based Stress Reduction, (un percorso strutturato e validato scientificamente per la riduzione dello stress), Mindfulness significa “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (1994, p. 63).
Andiamo ora ad esaminare nel dettaglio che cosa significano nella sostanza i termini citati da Kabat-Zinn: “intenzionalmente”, nel momento presente” e “non giudicante”.
Ma come possiamo applicare la Mindfulness per ridurre e gestire lo stress? Come possiamo rimanere nello stato positivo di eustress senza entrare in distress ed evitare le conseguenze dannose di tale stato?
Numerose valenze scientifiche dimostrano i notevoli benefici nella riduzione dello stress nel praticare la Mindfulness. Il vivere consapevole che, nel praticare regolarmente questa forma di meditazione, si può ottenere consente di essere sempre più presenti alla nostra vita, sempre più consapevoli. Praticare la mindfulness riduce quei comportamenti automatici che ci fanno vivere la nostra vita “con il pilota automatico”. L’essere più consapevoli permetterà di attingere alle proprie risorse riuscendo a gestire in modo efficace le situazioni stressanti della vita quotidiana.
Essere più consapevoli dei propri meccanismi disfunzionali permetterà di sostituirli con risposte più adattive e non dettate dal meccanismo automatico di “attacco o fuga”.
L’esperienza diretta e le numerose testimonianze delle persone che hanno scelto di praticare la mindfulness in modo costante provano come l’abitudine a meditare porti a dei notevoli benefici che si riversano in ogni contesto della propria vita.
Dr.ssa Loredana Angeloni
Psicologa Psicoterapeuta a Roma
Insegnante certificata per la conduzione di Protocolli MBSR
Psicologa Psicoterapeuta
Partita IVA 00298588880
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio n.14071 dal 2006